Huawei ed Honor continuano a truccare i benchmark

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Huawei fa una pessima figura agli IFA 2018

Sembrerebbe ancora cocente  brutta figura fatta da Honor e Huawei: il team di Anandtech ha sbugiardato il colosso cinese che è stato infatti accusato di aver truccato i risultati dei benchmark!

C’è però da tener conto che la confessione da parte della direzione non si è fatta attendere, quest’ultima ha infatti confermato l’accusa (anche se “sottovoce”), giustificandosi e dichiarando che questo sarebbe l’unico modo per fronteggiare la concorrenza che a sua volta falsificherebbe i risultati.

A sentir i cinesi, il proprio gesto sarebbe un semplice “adeguarsi all’usanza“, certamente queste dichiarazioni risultano abbastanza forti.

I primi sospetti sembrerebbero essere emersi quando, confrontando  punteggi di Huawei P20 e Huawei Mate 10, quest’ultimo risultava in vantaggio nonostante la GPU mostrasse stessa frequenza, avvenimento riscontrato anche con il modello Honor Play.

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Il meccanismo architettato per barare sarebbe il seguente: in caso di esecuzione di alcune applicazioni (tra cui quelle di benchmark) il software reagirebbe permettendo ad alcuni dispoditivi di una potenza più elevata, anche se a discapito della batteria e dell’efficenza del processore; Questo avrebbe dunque permesso la falsificazione del punteggio.

I dati che sicuramente fanno riflettere sono le differenze tra la modalità regolare e la modalità potenziata, parliamo infatti di un grande incremento nelle prestazioni, ad esempio il test T-Rex di GFXBench ci mostra come il punteggio 66,54 FPS possa passare a 127,36 FPS, anche se il contraccolpo sembrerebbe un calo della batteria quasi raddoppiato , più precisamente da 4,39 a 8,57 watt, e un leggero calo dell’efficienza.

Sicuramente Huawei non dimenticherà presto l’imbarazzo provato durante gli IFA 2018, nel coso del quale appunto Anandtech ha fatto presente le discrepanze direttamente al presidente della divisione software, il dottor Wang Chenglu. Quest’ultimo ha prontamente ammesso che questo sarebbe un modo ormai consolidato nel proprio paese per gestire la concorrenza e di come “Huawei non può rimanere in silenzio”(parole del dottore)  di fronte ad “un popolare produttore cinese” evidente solito ad utilizzare questo metodo.

Ad ogni modo, il colosso cinese sembra aver imparato la lezione e promette che i successivi punteggi saranno controllati da terze parti per scongiurarne ogni dubbio sulla veridicità.

Wang tuttavia non nasconde la propria perplessità quando si parla di benchmark sostenendo che attualmente non è stabilito uno standard di settore riconosciuto a livello internazionale e che dunque questo resterebbe un campo difficile, a tal proposito il dottore chiede il supporto di aziende e media.

Chiudiamo con una buona notizia che arriva proprio da Anandtech che ci comunica che la situazione sembrerebbe attualmente progredita per quanto riguarda la comunicazione con i media e con i produttori di giochi.

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